La rinascita delle Olimpiadi: le Olimpiadi moderne

Nello stesso periodo un barone francese, Pierre De Coubertin, cercando una spiegazione alla sconfitta francese nella guerra franco-prussiana (1870-1871) giunse alla conclusione che i francesi non avevano ricevuto un’adeguata educazione fisica e così si impegnò per migliorarla.

I Giochi Olimpici in realtà non morirono del tutto, infatti già nel XVII secolo un festival sportivo con questo nome si teneva in Inghilterra. Nei secoli seguenti eventi simili furono organizzati in Francia e in Grecia, ma si trattava di manifestazioni non internazionali.

L’interesse per la rinascita dei Giochi Olimpici cominciò a crescere quando verso la metà del XIX secolo vennero portate alla luce le rovine dell’antica città di Olimpia.

Fu così che, da grande umanista e pedagogista all’Accademia di Francia, lasciò quel prestigioso posto per dedicarsi interamente all’educazione sportiva, sostenendo che lo sport era il migliore rimedio contro i pericoli di corruzione, sedentarismo, pigrizia mentale e fisica dei giovani.

Nell’idea di De Coubertin, però, c’era anche quella di trovare un modo per avvicinare le nazioni, permettendo così ai giovani di varie nazionalità di confrontarsi in una competizione sportiva piuttosto che in guerra.

Riportare in vita i Giochi Olimpici poteva far raggiungere entrambi i suoi obiettivi.

Fu così che nel 1894, durante un congresso internazionale di organizzazioni sportive presso l’università della Sorbona di Parigi, De Coubertin presentò in pubblico le sue idee che conquistarono i rappresentanti delle 12 nazioni intervenute e che votarono all’unanimità per la rinascita delle Olimpiadi.

Costituirono così il CIO (Comitato internazionale olimpico) e fu deciso che i primi Giochi Olimpici dell’era moderna si sarebbero svolti nel 1896 ad Atene, proprio nella Grecia dove erano nati .

I Giochi di Atene del 1896 furono un grande successo: vi parteciparono 245 atleti in rappresentanza di 13 nazioni. Nove furono le discipline sportive sulle quali si confrontarono: atletica, ciclismo, ginnastica, lotta, nuoto, scherma, sollevamento pesi, tennis e tiro. Erano state programmate anche gare di canottaggio e scherma che però non poterono essere disputate a causa del maltempo.

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La Grecia chiese di diventare sede permanente dei giochi ma il CIO decise che le Olimpiadi avrebbero dovuto essere organizzate ogni volta in una nazione diversa.

Proprio nei Giochi del 1896 fu per la prima volta commissionato ed eseguito, il 6 aprile durante la cerimonia d’inaugurazione, un inno che recitava la seguente strofa: “Spirito antico ed eterno, creatore della bellezza, della grandezza e della verità, discendi in mezzo a noi, brilla come la luce nella gloria della terra e del cielo…”. Questo inno cadde poi in disuso e ogni Paese si adoperò a farne comporre uno proprio per la propria Olimpiade. Dall’Olimpiade di Tokio del 1964 è stato invece ripristinato il primo inno greco e dichiarato Inno Ufficiale dei Giochi Olimpici.

Le seconde Olimpiadi vennero assegnate a Parigi.

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